Manovra finanziaria e appalto per la gestione dell'asilo nido "Valerio" - L'Assessore Gian Luca Marcucci fornisce alcuni chiarimenti
MANOVRA FINANZIARIA E APPALTO PER LA GESTIONE DELL’ASILO NIDO “VALERIO”
L’Assessore alle Politiche Educative del Comune di Urbino , Avvocato Gian Luca Marcucci, fornisce alcuni chiarimenti in risposta ad alcuni articoli pubblicati dalla stampa locale.
Il nuovo Decreto Legge n. 78/2010 impone ai Comuni, senza preavviso, di non assumere dipendenti, “a qualsiasi titolo” e sotto “qualsiasi forma giuridica”. Il Comune di Urbino aveva già le risorse per l’assunzione temporanea delle educatrici del nido “Valerio”: 3 unità a tempo pieno e 2 part time, per le sostituzioni. La carenza di organico è dovuta all’indisponibilità per malattia di lungo corso di una educatrice, dalla mancata copertura di un posto a categoria riservata, e all’assenza per gravidanza di un’altra. Dopo l’uscita del Decreto, tecnici ed esperti in diritto amministrativo, anche confrontandosi con altri Comuni, sono giunti alla conclusione che senza le previste assunzioni c’erano due alternative: respingere l’iscrizione di circa metà dei bambini, o dare in appalto esterno l’intero “servizio” dell’asilo nido “Valerio”, con reimpiego delle attuali educatrici presso l’altro nido comunale (Asilo Neruda). Abbiamo voluto conservare la piena ricettività dei due nidi, e quindi scelto di esternalizzare il plesso sotto ogni profilo (educativo, pulizia e refezione). Questo è quanto ci impone la Finanziaria. Voglio però precisare che l’asilo nido “Valerio” resterà comunale e dunque pubblico. Il Comune conserverà la titolarità del servizio e i compiti di indirizzo e controllo. Le domande di iscrizione andranno indirizzate al Comune, il quale formerà le graduatorie, determinerà e incasserà le rette, senza alcun aumento di costi per l’utenza. Il servizio sarà costantemente monitorato dal Comune anche attraverso la collaborazione degli organismi di partecipazione previsti dal Regolamento comunale dei nidi (Comitato di gestione, assemblea dei genitori).
Tramite l’appalto l’Amministrazione Comunale pretenderà il mantenimento della qualità educativa, alimentare e in genere l’ottimo livello che ha sempre contraddistinto i nostri servizi educativi. Quello di Urbino è uno dei pochi Comuni d’Italia a soddisfare tutte le domande di iscrizione, e ha in ruolo una Pedagogista che con grande competenza supervisiona l’operato delle educatrici, con le quali lavora in simbiosi. Nei nostri nidi la preparazione e la somministrazione degli alimenti avviene secondo schemi curati da dietologi dell’ASUR, e così continuerà a essere. L’aggiudicatario dell’appalto dovrà avere un’adeguata “capacità tecnica” nella gestione dei nidi d’infanzia e un’esperienza pluriennale.
Ho letto sui giornali le preoccupazioni di alcuni genitori. L’Amministrazione non si è sottratta all’ascolto dei genitori e delle educatrici, ha recepito alcune loro indicazioni elaborando la delibera che andrà in Consiglio il 19 luglio. Alcune istanze dei genitori, seppur comprensibili, non possono essere accolte senza violare le norme: è impensabile che i genitori possano far parte della commissione giudicatrice della gara d’appalto. Anche l’idea di un “gemellaggio “ fra i due asili è irrealizzabile, perché la capienza dei plessi è prefissata per legge, rendendo impossibile la commistione- anche temporanea- dei bambini in un unico asilo. E anche l’auspicato (da alcuni) “periodo d’affiancamento” fra le “nuove” e le altre educatrici appare irrealizzabile: le educatrici preesistenti lavoreranno nell’altro asilo (Neruda).
Comunque, le educatrici assunte dalla ditta vincitrice la gara d’appalto saranno delle professioniste abilitate per legge. A Urbino non esisteranno mai asili di serie A e altri di serie B, ma solo asili affidati a educatrici in possesso di comprovati requisiti professionali.