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I Tesori delle Confraternite
gli Oratori di Urbino

oratoriOratorio della morte. Sede della Confraternita che provvedeva alla sepoltura cristiana dei defunti. Sul suo altare troneggia la splendida Crocifissione con dolenti e Maddalena di Federico Barocci, dipinta tra il 1597 e il 1603, racchiusa in una ricca cornice d'oro, scolpita su disegno dello stesso pittore. 
 Chiesa del Corpus Domini. Bellissima chiesa degli inizi del sec. XVI. La sotria gloriosa del sodalizio è documentata da alcuni dei dipinti più belli che oggi custodisce il Palazzo Ducale: la Comunione degli apostoli di Giusto di Gand, La profanazione dell'Ostia di Paolo Uccello, Resurrezione e Ultima cena di Tiziano. Tra i suoi iscritti figuravano Giovanni Santi, Raffaello, Timoteo Viti, Federico Barocci. Oratorio di Sant'Andrea Avellino A pianta circolare, realizzato agli inizi del '700. Originariamente era titolato a San Sebastiano cui è dedicato il dipinto all'altare maggiore, opera di Giovanni Santi, oggi sostituito da una copia del 1904.
  Oratorio delle cinque piaghe Piccolissimi, molto ben conservato. E' testimonianza di un gusto popolare che sa porsi dignitosamente accanto a capolavori di grandi maestri. Oratorio della Santa Croce Il più antico e forse il più ricco, prima selle spoliazioni napoleoniche. Vi si raccoglieva una confraternita di disciplinati costituitasi agli inizi del Trecento. Sul posto sono ancora visibili affreschi di Giovanni Santi, Ottaviano Nelli, Giorgio Picchi. 
  Oratorio di San Giovanni Affrescato nel 1416 dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da Sanseverino. Straordinario esempio di quel gotico internazionale che rappresenta l'ultimo anello di congiunzione tra la pittura medievale e le nuove conquiste rinascimentali.
  Oratorio di San Giuseppe Il gioiello di questa Confraternita, che si è distinta nell'assistere i condannati a morte e i loro familiari, è costituito dal Presepe realizzato in scagliola tra il 1545 e il 1550 dal plasticatore urbinate Federico Brandani.


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