Edificata nel XIV secolo in stile romano-gotico, la chiesa era inizialmente strutturata a due navate, una centrale con soffitto a a capriate e una sola laterale, a volta reale, sopraelevata di alcuni gradini. Verosimilmente la navatella sinistra era occupata del terzo chiostro.
Sulla sinistra appare una piccola piazza chiamata Piazza delle Erbe, aperta nel 1894 sull'area dell'antico chiostro-cimitero ( da cui si può valutare l'esito dei rifacimenti settecenteschi nella facciata, nel fianco sinistro della Chiesa e nel corpo di fabbrica di fronte, in fondo alla piazzetta, dove piuttosto all'interno (convento) potrà riconoscersi l'opera dell'urbinate Giuseppe Tosi) e da lì si può ammirare il campanile decorato in stile gotico.
L' interno della chiesa è a tre navate con pianta a croce latina sulla cui crociera si eleva una cupola a calotta cieca. Nella navata situata a destra, fino al 1740 era la cosidetta "Capella dei Signori". Il primo altare era una tela con un crocifisso, San Giuseppe Da Copertino e il beato Bonaventura da Potenza. Al secondo altare ottocentesco, dedicato a Sant'Antonio, si trovava fino a qualche anno fa una tela del Ridolfi ora trasferita nel convento. Il terzo altare, ora occupato da un'immagine devozionale, ospitò fino al 1870 circa, il dipinto del Barocci e la Madonna di San Simone. Nella navata situata a sinistra, al primo altare, dove un tempo era già ricordata la pala Buffi di Giovanni Santi, ora esposta nella galleria nazionale, c'è una tela, Trinità e i Santi Lorenzi, Giuseppe, Carlo Barromeo, opera di Cesare Maggeri (1611), epigono baroccesca locale.
La Cappella del SS. Sacramento è la ricostruzione settecentesca di quella ducale che Francesco Maria I aveva fatto erigere fra il 1511 e il 1516 e che era situata nell' angolo settentrionale del chiostro-cimitero. Nel 1678 quest'ultimo subì varie manomissioni.
I frati badarono innanzitutto alla costruzione delle fabbriche conventuali conprendenti fra l' altro i due chiostri oggi scomparsi . Il primo dei quali fu demolito nel 600 perchè era pericolante. Il secondo centrale è più vasto, su colonne ottagone , fu soffocato nel corso delle radicali ricostruzioni del XVIII secolo(1748-'90).
La chiesa di San Francesco é considerata il Panthèon della città poiche accogli le spoglie di numerose persone illustre.
Vi si trovano il Sepulchrum Joannis Sanctis Et Magliae, Parentum Raphaelis Illius Pictoris Eximii (il Divino Pittore Raffaello Sanzio non e Sepolto con i genitori ma al Panthèon a Roma ), i pittori Timoteo Viti e Federico Barocci, l'architetto Giana battista VComandino e Bernardino Baldi.
Nella sua cripta e nei 18 altari i componenti delle famiglie nobili di Urbino: Biancalana , Boni , Palma , Buffi e tanti altri .
Dell ' antica chiesa di San Francesco , che risale alla seconda metà del XIV secolo , non resta che il portale con i fregi eseguiti da Costantino Trappola nel 1516-17 .Inoltre, all'interno, si possono ammirare:
-Nel coro una pregevole tale di Federico Barocci
"il perdono di Assisi ";
-Un crocifisso (attribuito ai Salimbene) ;
-Un affresco del XV secolo.
-Il Cristo Morto nella Capella Paltroni.
All'esterno il magnifico Campanile del XVsecolo, con le bifore e le curvature ad arco, dalla guglia piramidale, ma priva delle quattro cuspidi ai lati e l'antistante loggia.
Visualizza sulla mappa al numero 30
Orari di apertura